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Attività umane e cultura

Attività agro-pastorali

Per secoli gli abitanti dei villaggi montani di Champdepraz e Champorcher hanno praticato un'economia di sussistenza basata su attività agricole e pastorali.

Miniere e cave

Dal XVII alla metà del XX secolo a Champorcher e soprattutto nella valle di Champdepraz sono state a più riprese coltivate miniere di ferro e rame. La più alta è la miniera di magnetite del Lac Gelé (2600 m di quota), sfruttata nel '600 e nel '700; il minerale estratto veniva trasportato sino al forno della Serva (1550 m, sentiero n° 5b) lungo una pista lastricata slittabile ancor oggi a tratti percorribile (sentiero 6). Il rudere di un secondo forno è presente lungo il sentiero 4 in località Pont de Perrot. A Champdepraz in località Barma de Rova è inoltre presente un'antica cava di pietre da macina (1900m, sentiero n° 6b).

Architettura rurale

Gli edifici rurali di Champdepraz e Champorcher, costruiti con materiali reperiti in loco (pietra e legno), ricalcano modelli diffusi in altri comuni della bassa Valle d'Aosta; a Boden e Gettaz des Allemands, unici insediamenti Walser conosciuti sulla destra della Dora Baltea, sono quasi del tutto scomparse le tipologie costruttive di origine transalpina.

Castello di Verrès

Questo castello è uno dei più imponenti monumenti dell'età feudale presenti in Valle d'Aosta.
E' un cubo di circa 30 metri di lato,coronato da fitti beccatelli che sostengono la merlatura successivamente coperta dal tetto.
Un'iscrizione scolpita in caratteri gotici sopra una porta che dallo scalone introduce a un locale del primo piano attesta che Ibleto di Challant pose mano ai lavori nel 1390.

Santuario del Miserin

Il Santuario di Notre Dame de la Neige
Sulle sponde del Lago Misérin, a una quota di 2.580 metri, si trova il famoso santuario dedicato alla Madonna della Neve.

Castello di Issogne

Già proprietà dei vescovi di Aosta, poi restaurato verso il 1400 da Ibleto di Challant, il castello di Issogne ha assunto l'aspetto che ancora oggi propone ai visitatori tra il 1490 circa e il 1510 al tempo di Giorgio di Challant, protonotario apostolico e priore di S. Orso, che lo restaurò e lo trasformò in una sontuosa dimora per sua cugina Margherita de La Chambre e suo figlio Filiberto.

Forte di Bard e borgo medioevale

Il Forte di Bard, rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione, rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento. Il borgo di Bard è un tipico villaggio di attraversamento nato lungo la strada romana. Esso si presenta oggi nel suo assetto urbano medievale e conserva pregevoli edifici residenziali del XV-XVI secolo.