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Chevrère - Mont Avic

Chevrère - Mont Avic

La salita al Mont Avic è possibile lungo due itinerari, tutte e due con tratti di semplice arrampicata. Quello descritto è il più semplice.L'itinerario non è segnalato in quanto presenta alcuni tratti esposti; va effettuato solo accompagnati da persone esperte e con buone condizioni della montagna.

Difficoltà: EE
Dislivello in salita: 1700 m
Tempo di salita: ore 5
Luogo di partenza: Veulla (1300 m)
Segnavia: 7

Itinerario:
Lasciata l'auto nel parcheggio di Veulla si segue l'itinerario che sale nel fondo valle per una decina di minuti.
Qui si prende un sentierino che taglia sulla destra (cartello indicatore, sentiero 7-7b) tra coltivi saltuariamente arati e seminati (cereali e patata). Si sale nel bosco di pini silvestri fino a arrivare ad una valletta umida che precede il ru Chevrère, canale irriguo costruito nel medioevo che segna il confine del Parco in questa zona.
Si continua quindi in diagonale verso sinistra passando accanto ad una sorgente; si sbuca infine sui pascoli che in breve conducono all'alpeggio di Pra Oursie, ripristinato a cura dell'Ente Parco (1794 m, ore 1,30).
Superate le baite, si imbocca il sentiero per il Col Varotta (segnavia 7) passando a monte di una capannina meteorologica e di pannelli di descrizione del paesaggio, entrando poi nel bel bosco. Si sbuca quindi in una conca dominata da una parete rocciosa strapiombante, da dove si prosegue sulla destra verso il Col Varotta.
Dopo i ruderi dell' alpeggio di Fie si prosegue seguendo i segnavia 7 sino a raggiungere la stessa quota di un pianoro invaso da pietraie, ben evidente circa 150 m a sinistra del sentiero (2430 m di altitudine).
Lasciato il sentiero per il Col Varotta, si attraversa il suddetto pianoro sino ad imboccare un ripido canale roccioso posto immediatamente a destra della parete est del Mont Avic. Procedendo fra grossi massi si raggiunge faticosamente la cresta di confine del Parco.
Si prosegue verso sinistra sempre tra massi sino a raggiungere il ripido tratto terminale dell'ascensione.
L'ultima parte del percorso richiede alcune nozioni di arrampicata e va effettuata con cautela (può essere utile una corda).
La discesa si svolge sullo stesso itinerario di salita.

Per ridurre al minimo il disturbo alla fauna, al di sotto dei 2400 m di quota si raccomanda di non uscire dai sentieri segnalati e dall'itinerario sopra descritto e tenere i cani al guinzaglio.